Chapter 1: dalla Pizza tutto ebbe inizio
Oretenami Dark era un simpatico studente un po’ sfigato e maltrattato da tutti perche’ comprava la Gazzetta dello Sport invece che fumare le sigarette. Un giorno, di sabato sera, durante una pizzata in solitaria, si lamento’ dei prezzi esorbitanti delle pizze. “Sette euro una margheritina? Ma siamo pazzi?” Urlo’ dietro al cassiere della pizzeria Spirito e Cardio, “E queste patatine? Sono poche e crude. Per non parlare dei calamari, sono vivi!”. Ma il cassiere non se ne curo’ e lo liquido’ con un “Yamme!”... Deluso dall’esperienza gastronomica, decise di smettere con le barbonate e si rassegno’ a vivere nel mondo fighetto, ma non face i conti con il mondo degli Dei dei Barboni, chiamati anche Barbogami. Uno di essi, Squid Idol, soprannominato nel suo mondo come “Ludo”, arrabbiato per la fallita impresa di Oretenami e incuriosito dal possibile susseguirsi degli eventi, getto’ un misterioso quaderno nero attraverso una altrettanto misteriosa spirale... Oretenami, mentre stava studiacchiando il movimento della tettonica, si accorse dell’arcano quaderno che stava cadendo lentamente dal cielo al parcheggio della scuola. Finita la lezione, lo studente si precipito’ nel parcheggio per vedere lo strano oggetto. “Pizza Note. Che nome strano, sembra quasi un menu da ristorante. Guardiamo dentro se c’e’ scritto qualcosa, magari qualche disegno”. Ecco quello che gli occhi di Oretenami videro:

Oretenami lesse solo la prima frase e cio’ gli basto’.
Regole per usare il Pizza Note:
“Sembra un quaderno interessante e con degli strani poteri, chissa’ se funziona davvero. Al massimo avro’ un altro quadernetto dove prendere appunti.” Fu cosi’ che, con prudenza e curiosita’, Oretenami si diresse verso il piu’ vicino parchetto, isolato da case abitate e da ristoranti di ogni sorta. Fece un lungo sospiro e con la sua penna (una bic da 30 centesimi) comincio’ a scrivere: 1 Margherita, Oretenami Dark. Subito dopo scrisse 1 porzione di patatine, 1 lattina di Coca. Ecco che dopo 40 secondi una pizza margherita comparve sulla panchina dove era seduto, bella fumante e posta in un comodo cartone; si materializzarono anche per incanto la porzione di patatine e la lattina. Miracolo! Oretenami comincio’ ad abbuffarsi come non aveva mai fatto prima, pensando alle miriadi di cose che poteva fare con uno strumento del genere. “Potrei risolvere il problema di quando ho fame e non c’e’ niente nei paraggi, fare una barbonata in qualsiasi momento e con qualsiasi persona, persino eliminare la fame nel mondo!”. Si reco’ a casa, si chiuse in camera e con uno sguardo da assatanato prese il Pizza note e tramite il magico quaderno si vendico’ di anni ed anni di insulti costringendo le altre persone a mangiare allo sfinimento le pizze piu’ pesanti esistenti al mondo (senza farle bere!!!). Dopo 40 secondi tutte le persone colpite dal Pizza Note morirono di indigestione e di soffocamento; invocarono a lungo il cagotto ed il vomito durante la loro agonia, ma il loro destino era stato segnato nel momento il cui il loro nome era stato scritto. Gente costetta a mangiare pizza, gente che per il dolore si e’ gettata dai ponti, e’ stata investita da macchine di passaggio, e’ caduta dalle scale, si e’ soffocata con le coperte mentre si rantolava nel letto. Oretenami, preso dalla foga barbon-omicida, non si accorse dell’oscura presenza dietro di lui; d’un tratto il ragazzo si giro’ e lo vide: un individuo di media altezza, con occhiali sia chiari sia scuri, vestito con una tuta sportiva, la cui felpa con la zip slacciata lasciava intravedere una maglietta casual. “Eppisciata devo fa’!” disse, eseguendo uno strano balletto. Rendendosi conto di essere abbastanza ridicolo e di aver reso schifato il suo interlocutore si presento’: “Sono Squid Idol, ma tu puoi chiamarmi semplicemente Ludo. Sono il Barbogami padrone del Pizza Note che hai usato fino ad adesso. Vedo che ti sei divertito ad imbottire la gente del divin cibo.”. Oretenami cerco’ di scusarsi con il Dio: “Ecco, vedi, mi sembrava ingiusto che io, poverello, non potessi mangiare una semplice pizza in santa pace, mentre tutti i fighetti che spendono migliaia di euro in vestiti, alcool e droga ripudino la pizza e tutto cio’ che rappresenta. Se ho commesso una colpa, sono fiero in ogni caso di quello che ho fatto!”. Ludo, sorpreso dall’imperiosa reazione di Oretenami, si compiacque e fu magnanimo: “Senti, in fondo sei un bravo bimbo. Ho deciso: ti lascero’ usare il Pizza Note, soprattutto visto che ne ho un’altro a portata di mano. Ad una condizione: tu potrai agire come vuoi, ma in cambio voglio una barbonata al giorno, cioe’ faremo come quando hai usato il Pizza Note la prima volta. Io ti seguiro’ in tutto e per tutto, mi sembra che la faccenda possa diventare divertente... Inutile dire che tu sei l’unico essere umano a vedermi, fintanto che l’unico possessore del quaderno sei tu. D’accordo?”. Oretenami fu stupito dal comportamento di Ludo, ma in ogni caso accetto’ su due piedi, cominciando seriamente a pensare all’enorme potere che aveva fra le mani; Ludo col Pizza Note si prese una Trevisana e si preparo’ ad enunciare ad Oretenami le regole per gestire il quadernetto...

Chapter 2: Divinita’ di un proprio mondo
“Insomma Oretenami, dopo queste morti pizzose, cosa pensi di fare? Non hai paura di venir scoperto? Potresti venir considerato un assassino, oltre che un inquinatore di luoghi pubblici con tutti i cartoni che lasci in giro!”, esclamo’ Ludo, stupito dal ritmo spietato del giovane barbone, che si sbrigo’ a rispondere. “Non ti preoccupare Ludo, ho tutto sotto controllo. Ora non colpiro’ solamente per la mia vendetta, ma anche per quella di tutta la gente perbene: assassini, rapinatori, stupratori... Verranno finiti tutti a colpi di pizza! Ci penseranno due volte prima di commettere un reato! Ma soprattutto devo vendicarmi dell’affronto dei camerieri e dei cassieri, colpevoli di aver raddoppiato il prezzo delle pizze e delle patatine col passaggio all’euro! Diventero’ anche io un Dio, il Dio del mondo in cui tutti si sottometteranno alla Legge ed io ne saro’ il Giudice Supremo; e tu, Ludo, sei il fatto che anche le Divinita’ vogliono questo!”. “A me sembra che tu ti sia un po’ montato la testa, dovresti scendere dal piedistallo e non crederti un dio in Terra, pero’ mi diverti, per cui continua pure” e Ludo riprese a mangiare la pizza Trevisana. Cio’ che Oretenami si aspettava: “Bene: ho gia’ in mente i bersagli da colpire in questi giorni, meglio non concentrarsi in un unico momento; tuttavia ho gia’ in mente quale biglietto da visita lasciare alle vittime...”.
Fu cosi’ che moltissime persone subirono il terribile supplizio dell’obbligo di ingozzarsi di pizza: esperti di gossip, Amici di Maria De Filippi, tronisti, varia gente dello spettacolo, Mr Lui, Tonio Cartonio qualche politico tra dittatori e deficienti, tipi dei reality e molti altri... Tutti morirono in modi praticamente simile, soprattutto perche’ Oretenami lascio’ un indizio molto particolare: sui cartoni che contenevano l’arma del delitto fece scrivere la fatidica frase: “Lo sai che i Barbogami mangiano la pizza?”.
Questo atto sfrontato non passò di certo inosservato: i giornali e le televisioni riportarono ad ogni ora la notizia e fior fior di commentatori si sfidarono per dire la loro, chi esaltato dal gesto, chi schifato. Spesso venivano incolpati i pizzaioli, colpevoli di avvelenare la pizza, ma il fatto che in molte parti del mondo sia stato trovato lo stesso cartone della pizza con la stessa frase lasciava perplessi. Ma non solo: dalla Polizia all’Esercito, tutti si sentivano impotenti di fronte a questo sterminio di massa; anche le massime autorità mondiali brancolavano nel buio e si sentivano come colpiti da un nemico invisibile. Tutto ciò esaltò ancora di più l’animo di Oretenami, che rideva di gusto chiuso in camera sua, gustando la grandezza e l’immensità del suo potere, pensando che nessuno sarebbe riuscito non solo a fermarlo, ma addirittura a scoprirlo, fino a che il giorno successivo, durante il telegiornale della sera, accadde ciò che non si sarebbe mai aspettato…
Infatti il giorno della strage, subito dopo poco, i pizzaioli ed i camerieri di tutto il mondo, affiliati ad un’unica associazione i cui rappresentanti venivano eletti durante le gare pizzaiole in ogni paese, si riunirono in un Concilio Segreto capendo di essere in grave pericolo, sia gastronomico sia sociale sia finanziario.

Nell’aula magna di un misterioso palazzo nei pressi del Vesuvio, il più grande forno da pizza del mondo e tenuto nascosto come vulcano, tutti i vertici del Pizza Hut espressero le loro opinioni sull’accaduto. “E’ inconcepibile che la pizza sia usata come strumento di morte!”, “Cosa vuol dire che i Barbogami mangiano la pizza?”, “Se tutte queste pizze fossero state ordinate nelle nostre pizzerie ora saremmo milionari!”, “Chi vuole infangare il nostro buon nome? E come dobbiamo reagire di fronte alle accuse che i governi fanno nei nostri confronti e dei nostri prodotti?”. I più esagitati si alzarono in piedi ed agitarono convulsamente le mani come in preda alla Febbra, altri ancora staccarono le poltrone e cominciavano ad intonare cori da stadio. C’era perfino chi si inginocchiò e pregò tutti gli Dei, recenti e dell’antichità, da Cristo a Zeus, passando per Buddah ed Allah; furono richiamati persino gli spiriti degli Antenati e gli spiriti della Foresta. Anche il Presidente dell’associazione era insicuro e sotto shock: “Prima di tutto dobbiamo mantenere la calma e valutare quanto sia enorme il pericolo che stiamo correndo: purtroppo le informazioni in nostro possesso sono scarse e…”, fu in quel momento che sul megaschermo dell’aula comparve un simbolo ai più sconosciuto, ma ben noto ai grandi capi non solo di Pizza Hut, ma anche del mondo: una enorme E maiuscola, in Old English Text MT, capeggiava ora davanti agli occhi di una moltitudine di pizzaioli e camerieri:
“Silenzio!” fu la frase che si sentì dagli altoparlanti della sala; a quel monito tutti si zittirono e ricominciarono a sedersi, con un senso di pacatezza e devozione nei confronti del simbolo apparso. Una volta che tutti furono ancora a posto, gli altoparlanti ricominciarono a trasmettere la voce del misterioso uomo celato dietro al simbolo. “Innanzitutto buongiorno. Mi presento: io sono E, il vero capo della Pizza Hut, colui che gestisce la rete mondiale di pizzerie ed impedisce il calare del prezzo dei nostri prodotti, anche se la qualità non è sempre perfetta. Insomma, sono una sorta di Pappone della Pizza. Il mio vero nome non lo rivelerò per ragioni di sicurezza, ma sappiate che il mio potere va ben oltre quello che possiedo all’interno dell’associazione. Grazie al mio aiuto ed alla mia collaborazione con le polizie di tutto il mondo sono stati sventati crimini contro l’umanità come la chiusura del commercio delle mozzarelle, le cause legali contro le ditte di bevande gassate ed il non utilizzo dei suini colpiti dalla sindrome del Maiale Pazzo. Vi voglio informare che sto già collaborando con varie Polizie ed Eserciti per fermare questo fenomeno dilagante; vi prometto che entro breve torneremo più potenti di prima. Alla prossima seduta la crisi sarà risolta. Arrivederci a tutti.”. Durante questo annuncio tutti i presenti ammutolirono di fronte al potere di E, oltre che al sentire delle sue imprese e della sua promessa. Quando il collegamento fu interrotto, ci fu un boato enorme che sconquassò le pareti del palazzo ed un grido si levò spontaneo: “Forza E, siamo tutti con te!”.
Fu così che il giorno successivo alla riunione comparì uno strano personaggio al telegiornale della sera che colpì l’attenzione di Oretenami e Ludo:

Lo sconosciuto disse allora: “Ciao, vuoi anche tu una simpatica suoneria? Tipo quella di Bella Topolona o quella che ride come un deficiente? Vuoi anche tu essere fashion come me? Allora manda un messaggio al 44088 e sara’ tua!”. Oretenami e Ludo si spaventarono come se avessero visto un fantasma (anche i Barbogami ne hanno paura); “Oh no, come ho fatto a dimenticarmi di farlo fuori? Un essere cosi’ non puo’ vivere, adesso lo sistemo io!” sbotto’ il primo. Subito prese il Pizza Note e scrisse il nome di Wlady; dopo 40 secondi Wlady si ritrovo’ in diretta televisiva a mangiare una pizza e morire di indigestione. Poco prima che l’idiota esalasse l’ultimo respiro, la trasmissione si interruppe e comparve il simbolo di E; il fatto lascio’ senza fiato non solo Oretenami e Ludo, ma anche milioni di telespettatori. “Salve a tutti, sono E, uno dei piu’ potenti uomini del mondo, nonche’ il miglior investigatore del mondo. Sei caduto nella mia trappola, assassino misterioso. Finalmente ho scoperto che puoi uccidere a distanza e nel momento che vuoi; adesso devo scoprire come fai ad uccidere e scoprire la tua vera identita’ sara’ il mio prossimo passo. Sappi che da ora in avanti avrai il mio fiato sul tuo collo e non avrai piu’ cosi’ tanto campo libero; preparati, perche’ sto venendo a catturarti!”. Ludo rise di gusto: “Ahahah, questa non te la aspettavi,vero Oretenami? E adesso cosa fai? Ti ritiri e mi lasci il libro?”. Ma il ragazzo non sembrava curarsene, anzi sembrava solleticato dalla sfida: “E cosi’ finalmente qualcuno cerca di affrontarmi; d’altronde potevo aspettarmelo. Furbo pero’ l’amico, non gioca a carte scoperte e pensa di essere in vantaggio, ma mi sottovaluta se pensa di avermi gia’ messo alle corde. E’ giunto il momento di pensare un piano piu’ complesso per togliermelo di torno e per evitare ogni tipo di sospetto.”. Ludo tuttavia non si scompose piu’ di tanto: “Ora si che la faccenda diventa interessante... Ehi, ci stiamo dimenticando la barbonata giornaliera!” e sul suo Pizza Note scrisse 1 Calamari, 1 Speck e Brie, 2 Porzioni di patatine, 1 litro di acqua naturale, 1 lattina di Coca Cola. La sfida tra E ed Oretenami ebbe inizio da questo momento.
Chapter 3: il nemico si rivela
Oretenami come al solito era da solo nel buio della sua stanzetta e la presenza di Ludo non influiva piu’ di tanto nella sua vita; d’altronde nessun altro lo poteva vedere, ne’ quando il Barbogami smanettava al portatile ne’ quando mangiava la pizza. Oretenami, grazie al Pizza Note, poteva programmare le morti pizzose a tutte le ore del giorno; in questo modo non solo poteva far capire a tutto il mondo che poteva colpire in qualsiasi momento della giornata, ma anche sperava di confondere le idee ad E, nascosto chissa’ dove nel mondo...
E, d’altro canto, anch’egli in una stanza misteriosa di cui si riesce a vedere solo un bancone ed un registratore di cassa, rifletteva pensieroso sul modo di agire del misterioso avversario. “Non sara’ facile scoprire la sua vera identita’, ma prima o poi commettera’ un errore ed io saro’ pronto a colpirlo ed a catturarlo!” stava pensando, “forse e’ meglio creare una squadra investigativa di tutto rispetto. Contatto tutti i migliori membri della polizia di tutto il mondo e chiedo loro collaborazione. In ogni caso sara’ meglio privilegiare l’Italia: a quanto sembra, la maggior parte dei delitti sono avvenuti in quel paese, visto che molti di questi nomi sono noti al grande pubblico solo li’. Un punto d’inizio ce l’ho, e questo e’ niente; quando avro’ la squadra scopriro’ molto di piu’ e ben presto lo colpiro’ e catturero’!”.
Nel frattempo anche la stampa e la televisione, pur disprezzando gli omicidi, cominciarono ad elogiare l’operato di Sassi’ (la pronuncia in dialetto bresciano di “assassino”, nda), facendo notare a tutti quanto la criminalita’ e la stupidita’ televisiva fosse diminuita nell’ultimo periodo. Ci furono anche molte manifestazioni in piazza: chi si schierava a favore del nuovo Salvatore della Patria, mentre altri si lamentavano della violenza del modo in cui e’ venuto alla ribalta. Pannella proclamo’ tre scioperi della fame e della sete per ben tre giorni, uno al giorno: infatti Oretenami, la sera, si divertiva a fargli mangiare una pizza in diretta TV, costringendolo quindi ad interrompere il suo sciopero-pagliacciata; al terzo giorno, stufo, Dark lo fini’ con una 4 stagioni sopra una 4 formaggi.
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Nel frattempo Oretenami continuava la sua vita di sempre: a scuola era sempre nel gruppo dei “secchioni” e riusciva con facilita’ a superare ogni esame; il fantacalcio andava bene, anche se non riusciva a vincere niente; di amici veri nessuno purtroppo, solo Ludo capiva la sua situazione, ma non poteva essere amico di un umano, non per una regola ma perche’ era una amicizia che era destinata molto probabilmente a non durare; di ragazze neanche a parlarne, anche se Oretenami aveva un discreto fascino. Gli unici amici ed amiche che aveva erano solo via internet tramite un forum, il Tortillas Forest; tuttavia gli amici erano molto lontani e le amiche purtroppo “seguivano” le due regole di internet enunciate dal Ludo piu’ di una volta nei loro discorsi:
Oretenami non lo faceva vedere molto, ma trovare una ragazza tanto bella quanto stupida e succube del suo potere non gli sarebbe affatto dispiaciuto, anzi! Purtroppo il destino lo aveva lasciato solo col Ludo e contro E, almeno per ora… Tuttavia lo scopo principale di Dark attualmente non era quello di farsi una tipa ma quello di diventare il Dio di un Nuovo Mondo; “coi soldi ed il potere il desiderio erotico si soddisferà più facilmente” pensava spesso.
Intanto E radunava i membri della sua squadra scelta e scelse come sede organizzativa il paese di Godogna, una città raggiungibile sia dal centro Italia che dal nord Italia; ovviamente, per il sud, bastava la sede vesuviana. Ecco i primi membri scelti da E:
Tenente Piccione: americano, famoso per i suoi miliardi di sigari cubani con cui ormai, nell’ozono, è presente il famoso Buco dell’Atmosfera. Di indole piuttosto pacifica e pacioccona, rivela tuttavia un grande intuito investigativo ed una capacità innata ad evitare gli scontri armati. I criminali non lo temono più di tanto, ma potrebbe cogliere qualche indizio sparso per i luoghi dei delitti; è sposato, ma non ce ne frega più di tanto. La sua pizza preferita: mozzarella di bufala e tabacco.

Terry Nason, avvocato ciccione degli Stati Emirati d’Africa, è noto per aver risolto parecchi casi di omicidio (spesso commessi da lui stesso). Con la sua oratoria fa impazzire i testimoni, i Pubblici Ministeri, l’accusato, il Giudice e persino la vittima nell’Oltretomba. In questo modo Nason riesce a sovvertire gli esiti anche ai processi più ostici, oltre che ottenere dal giudice un mese di ferie pagate. Essendo grassoccio non tromba (non ce ne frega), si sfoga sulla pizza dai gusti rucola (per stare in forma) e lardo (stesso motivo).

Gessata Scotch, USA, la gnocca del gruppo. Con la sua esperienza riesce sempre a trovarsi nel bel mezzo di un caso di omicidio anche quando la vittima si è scottata con un fiammifero. Talvolta la sua presenza viene accolta come quella di un becchino perché si dice che porti iella: anche se gli sono capitati qualche migliaia di casi di omicidio non premeditato, questa maldicenza non corrisponde al vero. La Scotch ha la grande capacità di ridere ad ogni frase (anche davanti al cadavere della vittima) e di risolvere i casi mentre sta cucendo o cucinando la sua pizza preferita, la gialla: patatine e limoni.

Grammo e Coglion, giappo: il primo è un alcolizzato che, nonostante la sua ignoranza e sonnolenza, ha agganci nella polizia; il secondo, nonostante risolva tutti i casi e sia un genio in ogni campo del sapere, è un bimbominkia odioso, prepotente e saccente che lo ha reso nemico di chiunque, dalla Jakuza ai bidelli. Pizze preferite. Grammo: sakè, salsiccia e peperoni. Coglion: nutella e wurstel.

Scemo Olmo e Dottor Wazzo: entrambi inglesi, si dice che siano in vita dal 1800. Olmo è un esperto perditempo, suona il violino e risolve i casi mentre è fatto di tabacco (via pipa), oppio o funghetti. Wazzo, invece, benché sia un dottore, è una nullità assoluta ed asseconda in tutto e per tutto il suo superiore (anche nell’intimità). Come i migliori detective, non fanno parte della polizia. Pizza preferita di Olmo è con la cocaina e calamari; per Wazzo con ricotta e pancetta.

Er Cul Pierrot e Cita Maple: ritenuti nomadi ed immortali, vagano in tutto il mondo sfoggiando la loro oratoria antica e la loro saggezza popolare in tutte le lingue possibili. Risolvono i casi in modi diabolici, delle volte casuali. Pierrot porta dei baffi che non lava da anni (se notate c’è ancora della manna), mentre Maple è rimasta zitella pur di giocare all’omonimo gioco on line inventato da lei. Le loro pizze preferite sono: lattuga e speck per lui; frutti di mare e prosciutto per lei.
Nel vederlo tutti riuniti E si sentiva soddisfatto: ora gli restava solo una cosa da fare, ovvero assegnare a ciascuno dei propri “Big” un capo della polizia italiana per fargli da scorta e da guida. Si preparò quindi ad enunciarli ai componenti; ecco la tabella:
Tenente Piccione |
Giuseppino Asdrubaletto |
Terry Nason |
Ermenegildo Mussilone |
Gessata Scotch |
Johnjack Dark |
Grammo e Coglion |
Vinicio Poffarabaco |
Olmo e Wazzo |
Giacopo Villavecchia |
Pierrot e Maple |
Tarquinio Cannuccio |
Tutti i componenti del gruppo si ritrovarono in una sala della villa a Godogna, di proprietà della Pizza Hut. Fu qui che i membri si conobbero non solo tra loro, ma scoprirono gli obiettivi della missione e come poterla portare a termine. Il loro compito era abbastanza semplice da imparare, un po’ meno da svolgere: infiltarsi in tutti i peggiori posti della Pianura Bossiana per scoprire eventuali tracce che possano condurre a Sassi’. Molti, benché entusiasmati dall’affrontare un nemico tanto potente e pericoloso, si eccitarono; alcuni però vollero essere sicuri di sapere da chi stavano prendendo ordini. Fu così che furono i primi al mondo a vedere il volto di E. Ecco la sua faccia coperta da un insolito travestimento; se la tolse ed ecco la versione normale:
PRIMA...
E DOPO... 
E fece un profondo discorso ai suoi uomini: “Ragazzi, non preoccupatevi di indagare a fondo della questione; non preoccupatevi di ciò che potrebbe succedere a voi ed ai vostri compagni; non preoccupatevi del fatto che stiamo affrontando probabilmente il più pericoloso criminale della storia dell’umanità. Il nostro dovere è quello di salvaguardare il diritto alla libertà della scelta del cibo ed alla quantità di essa che decidiamo di mangiare. Costui sta cercando di violare i nostri diritti e noi non possiamo permetterlo; noi siamo obbligati non da nessuno, ma da noi stessi, a proteggere il mondo ed i suoi cittadini da questa minaccia pizzosa che da qualche giorno incombe sulle nostre teste. Ragazzi! Il mondo chiede il nostro aiuto e noi non possiamo che offriglielo. Forza! Al lavoro!”. Caricati dal discorso, detective big e detective guide partirono alla volta delle destinazioni assegnate. Intanto E, all’insaputa di tutti, contattò qualche altro detective e ad ognuno assegnò un solo compito: “scoprite tutto quello che c’è da scoprire su questo mio collaboratore, sia su di lui che sulla sua famiglia. Devo fidarmi di loro al cento per cento…”. Fu da questa mossa, un po’ strana ma neanche tanto, che il destino di Oretenami subi’ una svolta inaspettata; suo padre, JohnJack, era stato assegnato come guida a Gessata Scotch.